IL. CORTEGIANO


 IL  LIBRO DEL CORTEGIANO

 



"Il cortigiano" e scritto da Baldassare Castiglione negli anni 1508-1516 e stampato definitivamente nel 1528, poco prima della sua morte. L’autore e un osservatore d’eventi della corte di Urbino, che era una famiglia nobile sotto la supervisione della duchessa Elizabetta del 1504-1508. Questo e perche la prima qualita del cortegiano e la nobilta di beni ereditari vorrei dire che possa provarsi divino della nobilta dei suoi progenitori, e questa era un pensiero generale nella rinascita. Inoltre, l’autore in una serata ricorda e narra numerosi dialoghi fra “succeso” e “magnifico” di un Italia superiore. Lui narra “femmine” e “maschi” che volevano continuare d’avere posizioni nella nobilta come il desiderio di comandare. Un buon essempio e Elizabetta Gonzaga che divenne duchessa di Urbino, quando sposa col duca Guidubaldo nel 1488 che era una forte figura del capofamiglia da cui lasciava lo stato. Il suo destino di essere malato e non favorevole di Dio esprime fatalmente il contrasto tra le sue “virtù” e “fortuna”.


Per di piu, la duchessa Elizabetta non aveva figli e quindi la necessita di servire e guidare pensava a fare il suo lavoro insieme con la sua ottimista amica Emilia Pia una vedova che serviva la duchessa ad organizare e moderare questi dialoghi. Ambedue riferiscono alle donne gia’esistenti nei ruoli principali e la possibilita che loro adottano come “superiorita” “giudiziosa” e “robusta” che si verificano naturalmente alle donne. Loro esprimono cio che rende tra donne e uomini, “’l’importanza” e quindi l'evoluzione della societa e del diritto. Le donne non furono affato sconosciute nella societa sopratutto “la donna di palazzo” che sia dotata di virtu personali e di qualita che la faccianno apprezzare nella vita sociale.
L’autore Castiglione nel terzo libro del Cortegiano mostra la reputazione della struttura femminile e la natura della donna di palazzo che in qualita all’uomo di corte, si pregano tranquillita e comportamento. Lui mi fa sapere la completezza della donna in societa assegnato a perseguire le caratteristiche come “finezza” “moderazione” rinuncia della irritabilita,e belle amabile. “Rispose il Magnificio “Poich’io formar questa donna e modo mio, non solamente non voglio ch’ella usi questi esercizi virili cosi robusti ed asperi, ma voglio che quegli ancora che son convenienti a donna faccia con riguardo, e con quella molle delicatura che avemo ditto  convenirsele...(Castiglione, 3.8). Il Maginifico riguarda e prescrive la donna  come dire “modestia” “intelligenza” “umanita naturale” “prudenza” “ dolceza” “amichevole” “amore” come all’uomo di corte e che permettono per regolare il suo comportamento in funzione di una semplice accordo sociale e un merito per difendere  la sua figura e moralita. Nel’libro la donna di palazzo si deve esaminare dalle parole inutile e dall’apologia di se e dal’ individualismo che l’autore fa considere “disponibile” e non intrigante.
L’autore Castiglione riprende anche una riflessione sul intervento della donna ai pensieri d’affetto.  Giuliano de’ Medici prescrive una misura delle passioni umane e cerca a bilanciare i successi amorosi, che, per abitudine, permettono all’uomo un’autonomia offensiva della importanza femminile, e quasi dell’equita, mostra l’adorazione della donna.  Inoltre, la forte discussione fra Giuliano de’ Medici e Gaspare Pallavicino, in cui si stimano in motto i ragionamenti filosofici su cui equilibrio instabile, convenuto, il discorso e la soggezione delle donne. Si svolge, anche come viene impedito da un favore di Emilia Pio, di pensieri complicati e primitivi, precisamente assurdita nei confronti di quella sapienza di fenomeni artistici e culturali.
In aggiunta, a Baldassare Castiglione, comporre il libro quando l’abitudine misogina permetteva di individuare l’onore delle donne, soddisfacentemente, positiva l’attivita nelle variabile condizione della vita di afferente. La misoginia e visto come l’oppressione di femmine da maschi che dominano le societa o meglio dire alcune di queste follie inattese credere morale di questo costume. Un buon essempio e l’autore Alberti nella sua scritura “Il ruolo della donna nella famiglia.” In parte verso la donna che si deve lavorare dentra a casa perche incerto punto diventa normale di fare cosi e anormale se non fa cosi. Lei deve sapere come a mantenere la casa, a accumulare la richezza, anche a tenere il segreto in una valenza personale ma anche politico. La donna si deve dare virtu e sapere chi sono gli amici e nemici. Quelli che obediscono sono le donne che guadagnano rispetto solo al loro ruolo tradizionale. I ruoli di genere, le disuguaglianze e gli equilibri di potere sono determinati da ragione, la tradizione, e la cultura.
E tutti i personaggi dei dialogi sono gentiluomini, responsabili, intellettuali della corte montefeltro. 1) Count Ludovico Canossa che fa un sforzo per spiegare i talenti e le capacita fondamentali ad un perfetto cortigiano. In altre parole il suo opinione personale circa la sua crescita. 2) Pietro Bembo che dopo qualche tempo divenne cardinale e arriva a un punto finale del caso descrivendo il cortegiano sarcatico e anziani. 3) Gasparo Palavicino che e il piu giovane ma un misogino musicista del corte. 4) Morello da Ortona, interessata sull’aspetto di una persona e la sua bellezza cosi sconosciuta da trovare cosi progredendo un certo numero di sollecitudine verso una persona. I dialoghi portano i lori sforzi a specificare e determinare le loro attivita, la posizione, anche gli obblighi, e cercando di risolvere quali sono le sostanziali del perfetto cortegiano, i fattori che rischierebbe la loro reputazione e la capacita per vincere.
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Il cortegiano perfetto deve essere un uomo eccellente nella guerra: “Estimo che la principale e vera professione del cortigiano debba essere quella delle armi, la quale sopra tutto voglio che egli faccia vivamente e sia conosciuto tra gli altri per ardito e sforzato, e fedele a chi serve” (B. Castiglione, Il Cortigiano, I, 45). La diplomazia del cortegiano e sempre a quella delle armi perche si porta la pace. Il cortegiano perfetto deve sapere gli esercizi pacifici che sono significativi a lui. Lei deve anche essere capace a cavalcare come i francesi e gli spagnoli.In oltre il cortegiano entra nella sua individualita gradualmente fino a quando cambia in alcune nuove qualita di essere toccati dalla grazia il suo futuro.
Al Canossa il perfetto cortegiano e quello per raggiungere superiorita e perfezione accetando cio i meriti. Inoltre, In altra parola “grazia”  a ttutti quelli piu forti da lui o essendo la sua copia. “ E come la pecchia ne’ verdi prati sempre tra l’erbe va carpendo I fiori, cosi il nostro cortegiano avera da rubare questa grazia da que’ che a lui parera che la tenghino e da ciascun quella parte che piu sara laudevole; e non far come un amico nostro, che voi tutti conoscete, che si pensava esser molto simile al re Ferrandi minore d’Aragona” (Castiglione 1.26)  La metafora che l’autore usa e forte. La grazia del cortegiano e la sua sopravvivenza come per esempio l’agnello che mangia le piante a sopravvivere. Il re Ferrani minore d’Aragona era un uomo del destino, e un eroe dei campi di battaglia. Lui e un modello storico a cui l’obbligo e stato quello a servire per il suo popolo, e di soli da persone geniune da Napoli. La sua grazia dunque “l’intelligenza”, “il coraggio”, “l’obbligo”, “gli atti” anche “i sogni” in funzione del successo si intrecciano con le aspirazioni di tipo umano. Il cortegiano si deve possedere quella grazia che gli consente a fare sempre amabile, e  accettabile.
 “Venendo adunque alla qualita della persona, dico bastar ch'ella non sia estrema in piccolezza ne in grandezza; perche e l'una e l'altra di queste condicioni porta seco una certa dispettosa maraviglia e sono gli uomini di tal sorte mirati quasi di quel modo che si mirano le cose monstruose; benche avendo da peccare nell'una delle due estremita, men male e l'esser un poco diminuito che ecceder la ragionevol misura in grandezza”(B. Castiglione, Il Cortegiano I, 20)  Il concetto piu importante per Canossa e “ sprezzatura” che e ....il segno distintivo del perfetto cortegiano, che Castiglione regolare i temi presenti nell’Etica Nicomachea di Aristotele” e la misura di “mente e corpo o meglio dire ‘’la psicologia”che si traduce “la convenienza.” La “sprezzatura” una qualita moderata che un cortegiano inesperto sembrerebbe non promettete nulla di grazia, armonia e il successo e quello per far cio nascondere quel che si capisce tra appare ed essere. Il cortegiano se e troppo apprezzabile non puo essere un perfetto cortegiano, e neppure un uomo misero. Lui deve avere un corpo ben proporzionato e essenziale al cortegiano.
Dunque, abbiamo l’idea di misura che appare una volta alla mantenre. Dunque forza, dolcezza e concordanza. La natura corporeo che il perfetto cortegiano deve avere passare qui. Come si e percepito, sono state dimostrate diverse apprecchiature appartenute a diversi uomini, tutte affabile ed accordate al perfetto cortegiano. Il suo vestito e la sua apparenza esteriore mostraa quella tranquillita interiore.Quivi rise ognuno; e ricominciando il conte, «Signori», disse, «avete a sapere ch'io non mi contento del cortegiano s'egli non è ancor musico e se, oltre allo intendere ed essere sicuro a libro, non sa di vari strumenti... (I, xlvii) Il cortegiano dovra vestire spesso di nero o scuro . Lui deve evitare ogni estremita cioe deve essere giusto ed anche usare il suo giudizio.
Ma in questa grazia, e necessario che il cortegiano si tenga lontano dall'affettazione. Ludovico di Canossa si indica “regola della condizione di essere”: “fuggire quanto si puo, e come un asprissimo e pericoloso scoglio, l’affettazione, e per dire forse una nuova parola, usare in ogni cosa una certa sprezzatura, che nasconda l’arte e dimostri cio che si fa e dice venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi” (B.Castiglione I, 48). Il cortegiano si deve fare impressioni piu naturali ed energetici alle altre persone perche determinano a quelle che loro pensano su di lui. Questo e un idea importante della "sprezzatura".
“E se con tutto questo non potranno conseguire quella perfezione, quale che ella si sia, che io mi sono sforzato di esprimere, colui che più si le avvicinerà sarà il più perfetto: come di molti arcieri che tirano a un bersaglio, quando niuno è che dia nella brocca, quello che più si le accosta senza dubbio è migliore degli altri” (B. Castiglione, Il Cortigiano I, 9-10).  E data la domanda” Fa un cortegiano inesperto conoscere ed essere sicuro con la sua decisione?  Lui  attentamente e in modo chiaro ispeziona il suo dovere da un cortegiano inesperti ed esperti e se un rischio esiste durante tale progresso d’allogio e alterazione. Comunque il tipo di successo di una persona senza valore e giusto e accettabile per la ragione che sono nobilta e sono le persone che sono chiamati i migliori.
Dunque, il concetto della sprezzatura e anche quello che l’uomo perfetto di corte e anche quello della penna e conversazione la qualita che Castiglione mostra prima nella lettera a Enrico VII e poi nel cortegiano, si apprendono per mezzo di una educazione umanistica e letteraria..“il vero e principal ornamento dell’animo in ciascuno penso io che siano le lettere” (B. Castiglione, Il Cortigiano I, 75). Ludovico di Canossa parla per la persistenza tra lingua parlata e lingua scritta e che la scrittura implica una maggiore cura e attenzione. L’’autore esprime anche la questione come deve parlare e scrivere un cortegiano? Se il cortegiano parla,  lui deve avere “una voce che e neanche troppo effeminato, troppo  brutto....temperato da una faccia tranquilla e con un azzione degli occhi che deve dare un effetto della grazia.” (Castiglione 1.33)  I gesti e gli abiti sono importantissimo al cortegiano perche confermano integrano o rinnegare la loro popolarita. Bernardo Dovizi da Bibbiena esprime che gli scherzi devono essere con attenzion e senza insultare in funzione di“ l’oscenità”. Il cortegiano poi, dovra sempre avere di mira la precisione e la chiarezza perche dal buon uso di essa dipende il suo successo. Bernardo con la sua discussione vuole assicura il successo del cortegiano.
Il perfetto cortegiano e prescritto dal’autore in qualita di un politico, diplomato, filosofo  e della figura di principe che affronta e contributa a sfidare condizioni anormali per cercando un buon cambiamento sociale. E che il futuro del cortegiano in senso che “l’uguanza tra uomini e donne” e “l’ideale” e  realizzabile.  
Bibliografia
Castiglione, Baldassarre. Il Cortegiano.  Dover publications May 2, 2003: 1 – 470.
Alberti, Batista Leon. Il Trattato Di buon Comportamento. August 28, 2011: 45-48.
Alberti, Batista Leon. Il ruolo della donna nella famiglia. August 28, 2011: 50-51


                                                                           
                                                                                                          
                                                                                                        12/2012
  
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